Gli inizi (17-18 anni)

Come ai bei tempi

Località imprecisata dell'Appennino Emiliano - Marzo 1994

Alla fine avevo passato il capodanno senza Alberto. Certo il me l'ero spassata ugualmente, Marco si era dato da fare bene per farmi festeggiare, ma, nonostante questo, Alberto rimaneva al centro dei miei sogni. Verso marzo vidi Marco per caso e mi disse che aveva finalmente preso la patente (io avevo compiuto 18 anni a febbraio, quindi avrei dovuto aspettare almeno altri 3-4 mesi...) e che i suoi gli avevano comprato una macchina, usata, ma pur sempre una macchina tutta sua. Poi la cosa finì lì. Come forse ricorderete, io e Marco avevamo la casa in campagna, in un paese dell'Appennino, che si affacciavano sullo stesso cortile e ci conoscevamo da molti anni. Un venerdì sera, qualche tempo dopo, Marco mi chiamò e mi disse al telefono che gli sarebbe piaciuto organizzare un sabato sera come ai vecchi tempi... Sai, io, te e Alberto... Fui colta da una improvvisa vampata. Un'intera serata io e loro due. Non riuscivo a crederci. Finalmente li avrei avuti entrambi per me come l'estate precedente. Dissi che sicuramente ci sarei stata e fissammo l'appuntamento per la sera dopo. Ero agitatissima. Corsi in camera mia, mi chiusi dentro e iniziai a masturbarmi selvaggiamente al solo pensiero di cosa avrei combinato l'indomani. (altro…)

Di Chiara, fa
Gli inizi (17-18 anni)

Capodanno di una diciottenne

Bologna, 31 dicembre 1993

Dopo aver incontrato Alberto quella sera di fine novembre a casa mia (vedi "Alberto - Parte prima") arrivarono le feste di fine anno. Non avevo ancora 18 anni (li avrei compiuti a febbraio), ma pensavo che avrei dovuto divertirmi quella sera. Cercai disperatamente di organizzare qualcosa in cui fosse coinvolto anche lui, ma mi andò male, perché andò in montagna con gli amici e io rimasi fregata. (altro…)

Di Chiara, fa
A Milano (26-29 anni)

Ci sono cascata di nuovo

Milano, luglio 2003

Il primo incontro con Giacomo (ora so che è il suo vero nome) mi ha lasciata devastata nel corpo e nell’anima. Il mio corpo ha portato per giorni i segni dei suoi abusi. Non che la cosa non fosse voluta, anzi. Avrei potuto fermarmi quando volevo, ora lo conosco e so che se avessi usato la safe word avrebbe interrotto il gioco immediatamente, ma la mia mente perversa voleva che lui continuasse a farmi male e ad abusare del mio corpo e la cosa mi ha fatto godere come non mai. Anche la mia anima è devastata. Voglio di nuovo che possieda la mia mente, che mi porti a fare tutto ciò che lui desidera, che mi trasformi nella sua bambola, nel suo oggetto di piacere. Mi è sempre piaciuto essere sottomessa e dominata dagli uomini con cui facevo sesso, non so da cosa derivi questa perversione, ma da molto tempo ho accettato questa situazione. Ho avuto un’infanzia felice, ho studiato, ho un bel lavoro nel quale sono apprezzata, ma nel fondo oscuro della mia anima c’è sempre questa voglia di essere usata e abusata. (altro…)

Di Chiara, fa
A Milano (26-29 anni)

L’iniziazione – Seconda parte

Mi ha finalmente liberata da tutto, ma non sono libera. O meglio il mio corpo lo è, ma non la mia mente. Aspetto che il mio padrone (è giusto che lo chiami così, perché lo è in questo momento) mi dica cosa devo fare. La mia volontà non esiste più, lui ha preso possesso della mia mente e adesso sono un giocattolo nelle sue mani. La mia mente ha smesso di pensare razionalmente a quello che sto facendo, o meglio a a quello che lui mi sta facendo. Una bambola di pezza...

(altro…)

Di Chiara, fa
A Milano (26-29 anni)

L’iniziazione – Prima parte

Interno. Giorno, notte... Non lo so... La stanza è senza finestre... Non ricordo molto di ieri sera. Lui, Giacomo (mi ha detto di chiamarsi così, ma adesso non so se sia vero) la musica, una scopata divertente ma tutto sommato "normale". Adesso la situazione però è cambiata… Ho appena aperto gli occhi e sento un forte dolore alle braccia e alle caviglie, oltre ad essere intontita… (altro…)

Di Chiara, fa
A Milano (26-29 anni)

L’iniziazione – Prologo

Milano, giugno 2003

Sono a Milano da 9 mesi ormai. Anche se vengo da una regione dove il lavoro non manca, dopo la laurea ho deciso di tentare l'avventura e sono venuta qua, chiamata da una grande azienda. Mi sento un po' una provincialotta in questa grande metropoli e forse lo sono... Ho trovato una stanza in un appartamento di studentesse, mi va bene, in fondo io ero come loro ancora un anno fa. Il posto mi piace, per me molte cose sono nuove, non sono abituata a stare fuori di casa (ho fatto l'università nella stessa città in cui ho sempre vissuto), non sono abituata ai ritmi milanesi, alle abitudini di questa città, però mi ci sto trovando bene. In fondo cosa voglio di più? Ho 27 anni, ho un bel lavoro, considerato che sono una neolaureata, prendo un buono stipendio e ho tutte le occasioni di divertimento che voglio. (altro…)

Di Chiara, fa
Gli anni dell'università (18 - 26 anni)

In giro per l’Europa – Parigi (seconda parte)

  Parigi, agosto 1994

Tornammo senza dirci nulla. Eravamo tutte e tre abbastanza spaesate. Non capivamo molto su chi eravamo e cosa stessimo facendo. Gli strascichi della serata si facevano sentire. Per fortuna quella specie di topaia dove alloggiavamo (definirlo albergo sarebbe stato troppo) non distava molto dalla fermata della metro e riuscimmo a rientrare senza fare danni. Erano le due di notte, eravamo devastate dall'alcool, dalla marijuana e dal sesso, puzzavamo di sudore, sperma e altri umori; io riuscii a farmi una doccia e almeno a ripulirmi, mentre Alice e Sara riuscirono a malapena a togliersi i vestiti e crollarono nel letto. Uscii dalla doccia e le guardai mentre dormivano: mi sentivo un po' come una sorella più grande, anche se abbiamo la stessa età, ma all'epoca non avevamo di sicuro la stessa esperienza in materia di sesso. Avevo visto le loro espressioni durante l'orgia, erano quelle di chi si trova improvvisamente in un gioco più grande di sé, di chi non sa cosa fare perché non sa dove la porterà la strada che ha imboccato. Conoscevo bene quelle sensazioni, le avevo provate quando un anno prima avevo avuto la mia prima esperienza di sesso con due ragazzi, ma io in quell'occasione avevo pensato che mi piaceva e se una cosa mi piaceva e non faceva del male a nessuno, come quella, allora non c'era nulla di male a farla. Ma forse non tutte sono nate troie nell'anima come la sottoscritta... Comunque l'alcool e la droga avevano dato un mano a tutte, allentando i freni inibitori e permettendoci di goderci appieno quella situazione. Ero sicura che anche loro si fossero divertite parecchio. Misi il cartello "Non Disturbare" alla porta e andai a dormire.

(altro…)

Di Chiara, fa
Gli anni dell'università (18 - 26 anni)

In giro per l’Europa – Parigi (Prima parte)

  Parigi, agosto 1994

Arrivò anche l’estate tra la maturità e l’inizio dell’università. I miei mi avevano regalato un viaggio di quasi un mese in giro per l’Europa come premio, durante il quale ne feci di tutti i colori. Assieme a due mie amiche, di nome Alice e Sara partimmo all'avventura. A quel tempo andava molto di moda il cosiddetto Interrail, cioè una specie di pass ferroviario con il quale si poteva girare quasi tutto il continente. Fu un viaggio estremamente divertente, durante il quale, quanto a trasgressioni, non ci facemmo mancare nulla.

(altro…)

Di Chiara, fa