Ora via aspetterete qua una descrizione del tipo “sono una donna indipendente, libera e fiera” oppure “sono dolcemente complicata” oppure ancora una di quelle cose sul fatto di essere unica e diversa da tutte le altre o una qualunque delle stronzate che usiamo noi donne per autodefinirci.
Ebbene no. Non sono nulla di tutto questo.
La definizione migliore di me è che sono una dannata stronza con le bombe a mano nel cervello. Non sono nazional-popolare. Non sono sdolcinata, non parlo d’amore o meglio non parlo di pene d’amore perché non ne ho mai sofferto. Non ho un ex di cui parlare male, anzi non ho proprio ex, almeno non nel senso classico del termine. Non sono sola e triste (e comunque, se anche fossi sola, non sarei triste).
Sono una persona particolare, lo so, l’ho sempre saputo. La mia storia, che ho in parte raccontato qua , lo conferma. Da adolescente probabilmente ho passato troppo tempo con mio padre. Per questo motivo so fare un impianto elettrico, smontare un motore o parlare di calcio, ma non so cucinare né fare le faccende di casa. Per questo amo la musica in modo così intenso e viscerale. Nonostante questo ho passato 12 anni della mia vita a fare cose che normali non sono. Come ho scritto più volte sono stata etichettata come troia, ubriacona, tossica. Forse sono stata tutte queste cose, in misura diversa. Ma non rinnego nemmeno una virgola di quello che ho fatto, e ne porto le conseguenze oggi. Ma quelle cose mi hanno reso quella che sono e ne sono fiera.
So che le donne come me sono un problema, perché invadono il campo dei maschietti. Faccio un lavoro prettamente maschile (anche se non sta scritto da nessuna parte che sia un lavoro da uomo), sono sempre stata un maschiaccio dentro, anche se il mio aspetto non lo farebbe mai pensare, non sono politicamente corretta anzi a volte talmente diretta da risultare fastidiosa.
E poi sono nerd. Nerd da morire. E mi piace un sacco.
Se solo sapessi anche menare sarei perfetta e invece niente. Sono venuta su così, stronza e sensibile allo stesso tempo. Una che insulta qualcuno e dopo due minuti si commuove per qualcosa che vede o che sente. Ma una che ha sempre un pensiero per tutti, che soffre per i patimenti altrui.
Una mente aperta e libera da pregiudizi di qualunque tipo. Tollerante e inclusiva.
Beh, ma qualcosa ti darà pure fastidio, direte. Certo. Le persone scontate e banali, ad esempio. La maleducazione. L’arroganza. La gente che non sa stare al proprio posto. Gli stupidi e gli ignoranti. Le boy band e i cantanti neomelodici.
E, dopo aver superato la soglia dei 40 anni, sono arrivata al punto che penso di poter dire quel cazzo che voglio, avendo come solo limite il rispetto per gli altri e l’educazione: dire che gli uomini pensano solo a scopare; che certe cose che leggo mi fanno venire l’orticaria; che la gente è mediamente piuttosto stronza o ignorante e tante altre cose. E non mi interessa di non piacere a tutti. Anzi a ben pensarci essere quella che sono piace un sacco soprattutto a me.