Un’altra località imprecisata dell’Appennino Emiliano, gennaio 1995

Avevo deciso di iscrivermi all’università, facoltà di Ingegneria. Facoltà dura e difficile, i primi mesi passarono cercando di fare amicizia con i nuovi compagni di studio e a cercare di capire le cose da fare. Era un mondo per me tutto nuovo. Non mi ero dovuta trasferire per fare l’università, ma mi trovai catapultata in qualcosa che non avevo mai visto.Questo fece passare un po’ in secondo piano tutto ciò che riguardava il sesso, almeno per un po’.
Dovendo preparare l’esame di Analisi I pensammo, con un po’ di altri ragazzi e ragazze, di organizzare un gruppo di studio. Un mio compagno, di nome Lorenzo, aveva una casa in montagna, nell’alto Appennino e ci organizzammo per passarci il fine settimana. Presenti: io, Lorenzo (il padrone di casa), Andrea e Sabrina (che stavano insieme) e altri due ragazzi di nome Luigi e Antonio. Lorenzo, Luigi e Antonio salirono il venerdì sera, mentre io, con Andrea e Sabrina arrivammo il sabato mattina. Passammo quel che rimaneva della mattinata a organizzare il weekend di studio, poi preparammo un pranzo leggero e iniziammo a studiare tutti assieme. Il pomeriggio volò via tra un’ integrale e un té caldo, poi preparammo la cena. Dopo cena cazzeggiammo un po’ e poi tutti a nanna, visto che l’indomani si studiava di nuovo. Non avevamo bevuto, per ovvi motivi, ma mi ero portata un po’ di marijuana e ci facemmo la canna della buonanotte. Lorenzo aveva lasciato a Andrea e Sabrina la camera dei sui genitori, lui Luigi e Antonio si sistemarono in un’altra camera e io mi accomodai nella stanzetta dove di solito dormiva la nonna di Lorenzo, quando stavano su. La mia camera era contigua con quella di Andrea e Sabrina e poco dopo essere andati a letto cominciai a sentire degli strani rumori. Erano evidentemente quei due che, approfittando della situazione, stavano allegramente scopando. Il pensiero di trovarci tutti lì, in quella casa, già mi aveva fatto venire delle strane idee, i loro gemiti, anche se soffocati, mi eccitarono del tutto. Li sentivo che chiavavano nel loro letto e già una mano era entrata nelle mie mutandine e stava accarezzando il clitoride. Raggiunsi presto l’orgasmo e anche loro terminarono il loro amplesso. Poco dopo mi alzai e decisi di andare a bere. Di sotto incontrai Antonio che aveva avuto la mia stessa idea. Ci mettemmo a chiacchierare. Era un bel ragazzo del sud, moro, occhi scuri, capelli ricci. Io ero ancora su di giri per l’orgasmo che avevo avuto poco prima masturbandomi nel letto e bastò un attimo perché le mie voglie si risvegliassero. Lo guardai e, con la scusa di prendere una cosa da un pensile mi strusciai su di lui. Fu un attimo. I nostri volti si trovarono a pochi cm di distanza, gli occhi si incrociarono e lo baciai in bocca. Rimase un attimo interdetto, ma poi ricambiò il bacio. Rimanemmo lì attaccati ancora un po’, con le nostre lingue che frullavano vorticose, poi lui ,mi spinse giù e io non mi feci pregare. Gli abbassai i pantaloni e liberai il suo membro dalle mutande. Inizia ad accarezzarlo lentamente, muovendo la pelle su e giù, finché non ebbe un po’ di consistenza, poi lo feci sparire nella mia bocca.
Presi come eravamo dal nostro gioco non ci accorgemmo che Andrea e Sabrina erano arrivati in cucina e ci guardavano con uno sguardo tra lo stupito e l’eccitato. Antonio mi fece sdraiare a pancia in giù sul tavolo della cucina, mi abbassò il pigiama e le mutandine e cominciò a leccarmela. Andrea e Sabrina si erano trasferiti nella attigua sala e si erano messi comodi su un divano, lanciandosi in un bel 69, lui sotto e lei sopra. Riuscivamo a vederci mentre facevamo i nostri giochi e l’ambiente si stava decisamente scaldando.
Essendo già in quattro a fare sesso avevamo fatto rumore e si svegliarono anche Lorenzo e Luigi, che scesero dalle scale e videro Andrea e Sabrina che facevano un 69 sul divano, mentre io era lascivamente sdraiata sul tavolo della cucina con la testa di Antonio tra le gambe che gemevo di piacere. Incurante della presenza dei due nuovi arrivati, Antonio mi fece scendere dal tavolo e mettere alla pecorina, iniziando a scoparmi da dietro.
Lorenzo e Luigi si guardarono e decisero di dividersi: Luigi tirò fuori l’uccello e cominciò a strusciarlo sulle natiche di Sabrina, mentre Lorenzo si avvicinò a me e mi porse il suo da succhiare. Non mi feci pregare, come mio solito. L’aria adesso era decisamente elettrica. bastarono poche leccate perché il sesso di Lorenzo diventasse ben duro. Propose di spostarci anche noi di là, sull’altro divano, dando così il via ad un’orgia in piena regola.. Si sedette su divano e mi fece salire a cavalcioni del suo membro, dandogli le spalle. In quella posizione vedeva la mia schiana e e il mio sedere che si muovevano sopra di lui, mentre Antonio si era messo davanti a me e mi aveva dato da succhiare il suo membro.
Nell’altro gruppo, invece, Andrea scopava Sabrina alla pecorina, mentre lei aveva iniziato a succhiarlo a Luigi. Andrea non sembrava troppo preoccupato del fatto che che la sua ragazza tenesse in bocca il sesso di un altro uomo, mentre lui la prendeva da dietro.
Farlo in quella posizione mi eccitava sempre tantissimo e se poi ero con due uomini ancora di più, così non ci volle molto tempo perché sentissi l’orgasmo montare dentro di me e liberarsi con un grido e dei gemiti. Ma quello fu il punto di svolta, perché la mia gemella cattiva arrivò a prendere il mio posto, reclamando la sua parte di piacere, ed era sempre molto intenso.. Dissi ai miei partner che volevo essere posseduta sia davanti che dietro. Antonio allora si sdraiò sul divano, invitandomi a salire sopra di lui, mentre Lorenzo mi fece piegare in avanti e iniziò a prepararmi infilandomi un dito e poi due. Quando fu pronto, sputò un paio di volte sul mio ano e mi prese.
Avevo provato la doppia penetrazione diverse volte e mi dava sempre questa sensazione di diventare una specie di giocattolo sessuale nelle mani di chi mi stava prendendo. Iniziai ad ansimare di piacere. Nel frattempo Luigi e Andrea si erano scambiati di posto e ora Luigi, con uno sguardo un po’ stupito si stava scopando la ragazza del suo amico, cosa che a quei due non sembrava dare troppo fastidio, visto come si stavano godendo la situazione. Sabrina raggiunse l’orgasmo sotto i colpi di Luigi e, guardando il suo ragazzo disse che lo voleva dietro. Luigi prontamente si spostò e poco dopo Sabrina veniva soddisfatta dal suo Andrea.
Vidi Luigi in piedi con il suo membro durissimo in mano che non sapeva cosa fare, forse non voleva disturbare quel momento di intimità tra Andrea e Sabrina e così lo invitai a mettermelo in bocca. La mia voluttà era, come sempre quasi inarrestabile. Non contenta della doppia penetrazione mi misi a succhiarlo, ancora intriso degli umori di Sabrina. Ovviamente non stavo più capendo niente da un po’, il cervello si si era spento e pensavo solo ad abbandonarmi al piacere più intenso che mi potevano dare tre uomini tutti per me.
Andrea fu il primo a venire: emise un grido rauco e riempì l’ano di Sabrina con il suo sperma, mentre lei si contorceva e urlava dal godimento. Alla vista di quella scena Lorenzo, Antonio e Luigi si eccitarono ulteriormente e capii che era ora di farli godere.
Dissi ai miei tre cavalieri che mi sarebbe piaciuto bermi tutto il loro seme. Mi ritrovai seduta sul divano pronta per portarli tutti e tre al massimo del piacere. Li succhiavo alternativamente, finché Luigi fu il primo a venire: Il suo seme mi riempì la bocca e mi colò sui seni. Poco dopo Antonio e Lorenzo completarono l’opera, svuotandosi sulla mia faccia e nella mia bocca. Avevo il loro sperma dovunque, in bocca, sul viso e sui seni. Ebbi un ennesimo orgasmo. Stavo pulendo accuratamente quelle tre aste di carne con la mia lingua, quando arrivarono gli altri due: Andrea mi fece sdraiare supina e Sabrina salì sopra di me e iniziò a leccare e a baciare il mio sesso, facendomi eccitare di nuovo. Nel frattempo Andrea spinse il mio volto verso l’ano di Sabrina e mi disse di leccarlo, mentre lei espelleva nella mia bocca lo sperma che il suo ragazzo le aveva riversato dentro. Ancora una volta qualcuno mi spingeva a fare cose oscene e io non solo non mi rifiutavo, ma ne provavo addirittura piacere, tanto che ebbi un ultimo orgasmo che mi lasciò completamente sfinita.
Dopo pochi minuti di relax Sabrina mi invitò a fare una doccia, che facemmo ovviamente assieme. Passammo un po’ di tempo sotto l’acqua calda, accarezzandoci teneramente e scambiandoci dolci effusioni.
Poi tutti a letto, l’indomani si doveva studiare di brutto e così facemmo.


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