Il vicino – Quinta parte – (con sorpresa)

Bologna, luglio 1994

Il periodo degli esami di maturità finì, e dopo i festeggiamenti con i compagni di classe si avvicinava il periodo delle vacanze. Prima di partire per il viaggio premio che mi avevano regalato i miei genitori per l’ottimo risultato ottenuto, mancavano però ancora ancora un paio di settimane, che trascorsi in giro con amici e amiche a divertirmi.
Rincasavo spesso tardi la sera, d’altra parte era l’estate dei miei 18 anni…
Una sera stavo per uscire quando incontrai per le scale Aldo, il mio vicino 65 enne che mi aveva scopata più e più volte in quei mesi. Dopo aver dato una veloce sbirciata in giro per verificare che fossimo soli si avvicinò a me e mi sussurrò all’orecchio “Ciao Chiara… ho una gran voglia di te…” Un fremito percorse il mio corpo.
Subito lui aggiunse: “Dai che stasera lo facciamo nel letto, mia moglie è fuori con le sue amiche…” Un altro fremito… La mia mano scese sul suo pacco e lui mi prese per mano e iniziò a a portarmi su per le scale per fino al piano dove stavano il suo appartamento e quello dove abitavo con i miei genitori. Lo bloccai sul pianerottolo subito sotto. “Cazzo, i miei sono in casa, se mi vedono?” dissi. Mi rispose: “Fermati qua, io salgo e ti apro la porta, così tu puoi entrare velocemente in casa mia”. Mi tolsi i sandali che avevo ai piedi e, quando lui mi fece segno di salire, corsi dentro rapidamente. Eravamo finalmente in casa, con la porta chiusa alle nostre spalle. Mi guardai intorno. Era pulito e ordinato, si vedeva la mano di una donna e in effetti la signora Paola, sua moglie era una donna anche all’apparenza molto distinta ed elegante…
Mi portò in camera e mi fece sedere sul letto. Avvicinai le mani ai suoi pantaloni e iniziai a tirare fuori il suo grosso membro. Lo stavo accarezzando e iniziando a prendere in bocca, quando all’improvviso trasalii… La signora Paola si stagliava sulla porta e ci guardava… E la cosa più sconvolgente era che la sua faccia era tutt’altro che arrabbiata! Fece il giro del letto, si mise vicino a me e mi sussurrò all’orecchio: “Non temere tesoro, vedrai che questa sera ci divertiremo a lungo…”. Quella frase risuonò come una frustata nella mia testa. Detto questo si avvicinò a me e mi diede un bacio appassionato. Iniziammo a leccare il grosso membro di suo marito alternativamente, lo leccavamo un po’ per una e intanto continuavamo a baciarci. Nonostante a quell’età avessi già fatto sesso con un buon numero di uomini, le mie esperienze con altre donne si erano limitate a una scopata a tre in occasione del capodanno precedente. Ero un spaesata, un stavo per fare sesso con un’altra donna e suo marito, una situazione per me completamente nuova, che peraltro trovavo molto eccitante.
Paola e si dedicò a spogliarmi, operazione che non richiese troppo tempo, visto che era estate e indossavo un semplice vestito lungo e leggero. Dopo un attimo ero in reggiseno e perizoma, entrambi bianchi. La baciai di nuovo e le feci cadere di dosso la vestaglia che indossava lasciando anche lei in reggiseno e mutandine.
Indossava un completo blu chiaro in pizzo, molto fine, come si confaceva a una signora come lei. In tutto questo tempo Aldo si era spogliato e seduto su una poltroncina in un angolo e ci guardava. Era evidente che la cosa era stata organizzata, i due porci mi avevano teso una trappola e io ci ero cascata in pieno. Paola mi baciò di nuovo con passione e mi tolse il reggiseno, liberando i miei giovani seni e iniziò a leccarmeli, poi mi spinse sul letto supina, mi tolse le mutandine lasciandomi nuda e iniziò a leccarmela.
Come avevo già imparato, anche questa volta ebbi la conferma che quando a leccartela è un’altra donna è tutto molto diverso. Poiché per fare questa operazione si era messa a pecorina sul letto, Aldo non perse l’occasione e si mise alle spalle della moglie, tolse anche a lei gli slip e iniziò a leccarla. Dopo un po’ di questo “trenino”, si alzarono, Paola si sdraiò supina e mi invitò per un 69.
Ormai lo sapevo, era arrivato il momento in cui la mia gemella cattiva arrivava e prendeva il controllo della situazione. Quando questo accadeva sprofondavo in un baratro scuro di lussuria e perversione, senza limiti e senza controllo. Accettai l’invito di Paola e montai sopra di lei.
Quando Aldo vide il mio sedere in quella posizione non seppe resistere: appoggiò il suo grosso membro alle mie labbra e senza troppa fatica entrò dentro di me. Iniziò a spingere e a scoparmi con ritmo cadenzato. Nel frattempo sua moglie Paola era sotto di me e mi leccava avidamente il clitoride, assieme al sesso di suo marito che entrava e usciva da me. Mentre tutto questo accadeva io cercavo di restituire il piacere a Paola, a dire il vero con non troppa maestria; come ho detto, con i membri maschili avevo già una certa confidenza, nonostante la mia giovane età, ma con le donne la cosa era diversa. Paola si sfilò e si posizionò a fianco di me e Aldo, che continuava a prendermi da dietro; sfilò il sesso del marito da dentro di me e lo prese in bocca. Provai a prendere l’iniziativa.

Delicatamente feci mettere Paola alla pecorina e andai dietro di lei e iniziai a lubrificarle l’ano con la lingua. Poi presi il pene di Aldo, leccai bene anche quello e lo appoggiai all’orifizio di Paola, mentre avvicinavo il mio viso al suo e gli sussurravo: “Dai, scopale il culo…”, infilando poi la mia lingua nella sua bocca. Non se lo fece ripetere due volte e appoggiò il glande, infilandolo poi con un colpo deciso. “Ahi, porci!” esclamò Paola con un misto di piacere e dolore. Aldo iniziò a sodomizzare la moglie e io andai davanti a lei e misi la mia lingua nella sua bocca, sussurrandole “Ti piace?” e ricevendo in risposta un “Siiii….” Poi mi spostai vicino a lui, scambiandoci un bacio.
Mi attrasse a se e , sempre senza smettere di possedere sua moglie, fece scivolare una mano sul mio clitoride, facendomi godere. Chiusi gli occhi e lasciai che il piacere scorresse dentro di me, con la sua grossa mano che mi stimolava e la sua lingua nella mia bocca.
Ad un certo punto mi guardò e mi disse: “Pensi di portare a casa il tuo culetto intero stasera, troietta?” Quella frase mi fece provare una sensazione simile ad una scossa elettrica nella spina dorsale; la gemella cattiva non aspettava altro. Lo guardai e dissi: “No…”
Si sfilò dalla moglie che si girò e iniziò a leccarlo, mentre io mi sdraiavo supina sul letto a gambe aperte in una posizione oscena e lasciva. Paola lasciò per un attimo il membro di Aldo e venne a leccare me, curandosi di lubrificarmi per bene e preparandomi alla penetrazione con un dito. Poi prese il pene del marito e lo appoggiò al mio ano, nel quale il vecchio porco lo piantò con un colpo secco come aveva già fatto diverse volte (mi chiesi se la moglie fosse a conoscenza del fatto che lui mi avesse già ripetutamente scopato…). Mi partì un urlo di piacere e mi rilassai per godermi quella eccitante situazione. Paola mi stimolò un po’ il clitoride e poi si mise a cavalcioni del mio viso, ordinandomi:“Leccami la figa, zoccoletta!”. La mia lingua si intrufolò tra le sue labbra cercando avidamente il suo clitoride per succhiarlo. Aldo mi teneva sollevate le gambe e mi possedeva con decisione, nel frattempo sua moglie mi stava praticamente obbligando a leccargliela. Capii che stavo migliorando in quell’attività dal fatto che, dopo un po’, riuscii a farla godere. Bevvi avidamente il suo piacere, e, poco dopo, grazie anche alla penetrazione anale di Aldo raggiunsi un violento orgasmo, lasciando partire un urlo e dimenandomi attorno al grosso uccello del mio vecchio scopatore. Continuò ancora per un po’ a sodomizzarmi, mentre Paola, appagata dal’orgasmo, baciava alternativamente me e lui. Finalmente lo sentii dire: “Forza troie, venite qua che vi sborro in faccia!”.
Io e Paola ci sedemmo affiancate, leccando un po’ ciascuna il grosso membro e scambiandoci baci con la lingua, finché non lo vedemmo inarcare la schiena, chiudere gli occhi ed esclamare: “Vengo, puttane!” e masturbandosi velocemente venne copiosamente sui nostri visi e nelle nostre bocche. Ci contendevamo ogni goccia del suo sperma, non volevamo lasciarne nemmeno un po’. Poi ci scambiammo un lungo bacio, passandoci da una bocca all’altra tutto lo sperma ingoiato.
Aldo ci guardò, mentre continuavamo a baciarci con il suo sperma in bocca e che colava giù, poi disse: “Che meraviglia… Te l’avevo detto, tesoro, che era una troietta come ce ne sono poche”…
Capii che lei sapeva ed era in qualche modo consenziente, ma questa consapevolezza, anziché tranquillizzarmi mi agitò ulteriormente, perché adesso sapevo che non solo Aldo, ma anche sua moglie avrebbero voluto in futuro godere del mio corpo.

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