Ci sono cascata di nuovo

Milano, luglio 2003

Il primo incontro con Giacomo (ora so che è il suo vero nome) mi ha lasciata devastata nel corpo e nell’anima. Il mio corpo ha portato per giorni i segni dei suoi abusi. Non che la cosa non fosse voluta, anzi. Avrei potuto fermarmi quando volevo, ora lo conosco e so che se avessi usato la safe word avrebbe interrotto il gioco immediatamente, ma la mia mente perversa voleva che lui continuasse a farmi male e ad abusare del mio corpo e la cosa mi ha fatto godere come non mai. (altro…)

L’iniziazione – Seconda parte

Milano, giugno 2003

Mi ha finalmente liberata da tutto, ma non sono libera. O meglio il mio corpo lo è, ma non la mia mente. Aspetto che il mio padrone (è giusto che lo chiami così, perché lo è in questo momento) mi dica cosa devo fare. La mia volontà non esiste più, lui ha preso possesso della mia mente e adesso sono un giocattolo nelle sue mani. La mia mente ha smesso di pensare razionalmente a quello che sto facendo, o meglio a a quello che lui mi sta facendo. Una bambola di pezza…

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L’iniziazione – Prima parte

Milano, giugno 2003

Interno. Giorno, notte… Non lo so…
La stanza è senza finestre… Non ricordo molto di ieri sera. Lui, Giacomo (mi ha detto di chiamarsi così, ma adesso non so se sia vero) la musica, una scopata divertente ma tutto sommato “normale”. Adesso la situazione però è cambiata… Ho appena aperto gli occhi e sento un forte dolore alle braccia e alle caviglie, oltre ad essere intontita… (altro…)

L’iniziazione – Prologo

Milano, giugno 2003

Sono a Milano da 9 mesi ormai. Anche se vengo da una regione dove il lavoro non manca, dopo la laurea ho deciso di tentare l’avventura e sono venuta qua, chiamata da una grande azienda. Mi sento un po’ una provincialotta in questa grande metropoli e forse lo sono… Ho trovato una stanza in un appartamento di studentesse, mi va bene, in fondo io ero come loro ancora un anno fa. Il posto mi piace, per me molte cose sono nuove, non sono abituata a stare fuori di casa (ho fatto l’università nella stessa città in cui ho sempre vissuto), non sono abituata ai ritmi milanesi, alle abitudini di questa città, però mi ci sto trovando bene. In fondo cosa voglio di più? Ho 27 anni, ho un bel lavoro, considerato che sono una neolaureata, prendo un buono stipendio e ho tutte le occasioni di divertimento che voglio. (altro…)

Il gruppo di studio

Un’altra località imprecisata dell’Appennino Emiliano, gennaio 1995

Avevo deciso di iscrivermi all’università, facoltà di Ingegneria. Facoltà dura e difficile, i primi mesi passarono cercando di fare amicizia con i nuovi compagni di studio e a cercare di capire le cose da fare. Era un mondo per me tutto nuovo. Non mi ero dovuta trasferire per fare l’università, ma mi trovai catapultata in qualcosa che non avevo mai visto.Questo fece passare un po’ in secondo piano tutto ciò che riguardava il sesso, almeno per un po’.
Dovendo preparare l’esame di Analisi I pensammo, con un po’ di altri ragazzi e ragazze, di organizzare un gruppo di studio. Un mio compagno, di nome Lorenzo, aveva una casa in montagna, nell’alto Appennino e ci organizzammo per passarci il fine settimana. Presenti: io, Lorenzo (il padrone di casa), Andrea e Sabrina (che stavano insieme) e altri due ragazzi di nome Luigi e Antonio. (altro…)

In giro per l’Europa. Parigi – Seconda parte

Parigi, agosto 1994

Tornammo senza dirci nulla. Eravamo tutte e tre abbastanza spaesate. Non capivamo molto su chi eravamo e cosa stessimo facendo. Gli strascichi della serata si facevano sentire. Per fortuna quella specie di topaia dove alloggiavamo (definirlo albergo sarebbe stato troppo) non distava molto dalla fermata della metro e riuscimmo a rientrare senza fare danni. Erano le due di notte, eravamo devastate dall’alcool, dalla marijuana e dal sesso, puzzavamo di sudore, sperma e altri umori; io riuscii a farmi una doccia e almeno a ripulirmi, mentre Alice e Sara riuscirono a malapena a togliersi i vestiti e crollarono nel letto. Uscii dalla doccia e le guardai mentre dormivano: mi sentivo un po’ come una sorella più grande, anche se abbiamo la stessa età, ma all’epoca non avevamo di sicuro la stessa esperienza in materia di sesso. Avevo visto le loro espressioni durante l’orgia, erano quelle di chi si trova improvvisamente in un gioco più grande di sé, di chi non sa cosa fare perché non sa dove la porterà la strada che ha imboccato. Conoscevo bene quelle sensazioni, le avevo provate quando un anno prima avevo avuto la mia prima esperienza di sesso con due ragazzi, ma io in quell’occasione avevo pensato che mi piaceva e se una cosa mi piaceva e non faceva del male a nessuno, come quella, allora non c’era nulla di male a farla. Ma forse non tutte sono nate troie nell’anima come la sottoscritta…
Comunque l’alcool e la droga avevano dato un mano a tutte, allentando i freni inibitori e permettendoci di goderci appieno quella situazione. Ero sicura che anche loro si fossero divertite parecchio. Misi il cartello “Non Disturbare” alla porta e andai a dormire.

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In giro per l’Europa. Parigi – Prima parte

Parigi, agosto 1994

Arrivò anche l’estate tra la maturità e l’inizio dell’università. I miei mi avevano regalato un viaggio di quasi un mese in giro per l’Europa come premio, durante il quale ne feci di tutti i colori. Assieme a due mie amiche, di nome Alice e Sara partimmo all’avventura. A quel tempo andava molto di moda il cosiddetto Interrail, cioè una specie di pass ferroviario con il quale si poteva girare quasi tutto il continente. Fu un viaggio estremamente divertente, durante il quale, quanto a trasgressioni, non ci facemmo mancare nulla.

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